Insonnia e corticosteroidi
Quanti di voi soffrono di insonnia e di eccessiva sonnolenza diurna (ESD).
L’insonnia è un effetto indesiderato frequente nei pazienti in terapia con steroidi (anabolizzanti e corticosteroidi).
Se si tratta solo di insonnia, va bene, perché questi sono alcuni degli altri effetti indesiderati dei corticosteroidi:
-Dolore muscolare
-Arrossamento della pelle, eruzione cutanea
-Rallentamento della guarigione delle ferite
-Cambiamenti dell’umore
-Variazione dei livelli di zucchero nel sangue
-Debolezza muscolare
-Indebolimento delle difese immunitarie
-Ulcera gastrica
-Depressione e ansia :O :O :O
Che cosa succede realmente?
-I comuni sintomi di un’alterazione del funzionamento della ghiandola surrenale (glandula suprarenalis) influiscono direttamente sui sintomi sopra elencati. Sono proprio gli stessi sintomi che indicano uno squilibrio nella secrezione degli ormoni e livelli elevati di cortisolo.
-L’assunzione prolungata di corticosteroidi altera il funzionamento della ghiandola surrenale, che arriva a uno stato di esaurimento, e si perde l’equilibrio.
Prima di descriverne gli ormoni e l’effetto degli steroidi, immaginate che assumere questi farmaci sia come rimuovere da un’automobile tutti i filtri, i blocchi e i limitatori, portando al massimo l’acceleratore e le prestazioni. Quanto a lungo il motore resisterà a questo ritmo?
-Anche nelle persone sane i casi di sindrome da affaticamento surrenale sono sempre più frequenti.
Questo avviene a causa dello stress, del ritmo di vita accelerato, delle alterazioni del bioritmo e dell’accentuazione dello «stato di allerta».
Cominciamo...
Gli ormoni della corteccia delle ghiandole surrenali sono chiamati collettivamente corticosteroidi, che, in base alle loro caratteristiche biologiche, si dividono in tre gruppi (glucocorticoidi, mineralcorticoidi, steroidi sessuali).
GLUCOCORTICOIDI - il più importante e più abbondante è il cortisolo (idrocortisone), che agisce sul metabolismo dei carboidrati (glucosio), delle proteine e dei grassi. La sua secrezione aumenta nelle situazioni di stress.
MINERALCORTICOIDI - l’aldosterone, che controlla il metabolismo dell’acqua e dei sali.
STEROIDI SESSUALI - androgeni, estrogeni e progesterone, che vengono secreti in piccole quantità e sono prodotti principalmente nelle gonadi.
Un livello elevato di cortisolo per un periodo prolungato esaurisce le ghiandole surrenali. Poiché queste non riescono più a produrre una quantità di ormoni proporzionata a «quanto stress serviamo loro ogni giorno», si verificano alterazioni del metabolismo dei carboidrati, dei grassi, delle proteine e degli elettroliti, oltre a cambiamenti nel tessuto della ghiandola stessa o a un suo ingrossamento (iperplasia).
Gli effetti più frequenti del cortisolo sul metabolismo:
- a differenza dell’insulina, impedisce l’utilizzo del glucosio nelle cellule, provocando un aumento della concentrazione di glucosio nel sangue (iperglicemia)
- aumenta la produzione di glucosio dagli amminoacidi nel fegato (gluconeogenesi)
- si riduce la produzione (biosintesi) di proteine nelle cellule, soprattutto nei muscoli, nelle ossa e negli organi linfatici
- viene stimolata la degradazione delle proteine nei muscoli e nelle ossa, con conseguente perdita di massa muscolare e accelerazione dell’osteoporosi; il livello di proteine diminuisce nei tessuti e aumenta nel sangue e nel fegato.
Poiché le proteine sono costituite da amminoacidi, il fegato sfrutta il maggiore afflusso di questi ultimi per produrre glucosio. La maggiore perdita di proteine causa una riduzione della forza muscolare e debolezza muscolare.
L’osteoporosi è il risultato di un aumento del riassorbimento osseo, di una riduzione dell’attività delle cellule che formano l’osso (osteoblasti) e di una diminuzione delle riserve di calcio. Aumenta l’escrezione di calcio nelle urine, per cui possono formarsi anche calcoli renali.
- si accelera la mobilizzazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo sottocutaneo, con conseguente aumento della concentrazione di acidi grassi liberi nel sangue e accumulo di tessuto adiposo sul tronco e sul collo, nonché attorno al peritoneo e agli organi interni (obesità centrale o addominale).
Fonti: https://www.vasezdravlje.com/bolesti-i-stanja/kortizol-u-podlozi-metabolickog-poremecaja
Insonnia e sonno di scarsa qualità
L’incapacità di dormire o di dormire profondamente è un sintomo frequente delle malattie infiammatorie croniche e può peggiorare durante i periodi di immunopatologia. Un sonno tranquillo può aiutare il paziente ad affrontare gli altri sintomi. Non è necessario che tutto il sonno ristoratore avvenga di notte. Infatti, se il paziente ne ha la possibilità, dormire durante il giorno può fornirgli energia sufficiente per svolgere tutti gli impegni della giornata.
Gestire l’insonnia
Mantenete una routine – stabilite una routine quotidiana regolare, alzandovi e coricandovi sempre alla stessa ora.
Fate un sonnellino nel primo pomeriggio – se il sonno notturno è breve, fate un sonnellino nel pomeriggio, quando vi è un periodo naturale di maggiore sonnolenza. Non c’è nulla di cui vergognarsi nel fare un sonnellino.
Praticate tecniche di rilassamento – dedicate da 30 a 60 minuti alle tecniche di rilassamento, che possono essere utili anche se non dormite.
Rendete la camera da letto completamente buia – non utilizzate luci notturne e assicuratevi che le finestre della camera da letto non lascino passare alcuna luce.
Togliete il televisore dalla camera da letto ed evitate la luce dopo una certa ora – secondo uno studio recente, l’esposizione alla luce elettrica tra il crepuscolo e il momento di coricarsi sopprime fortemente i livelli di melatonina e può influire sui processi fisiologici regolati dalla segnalazione della melatonina, come la sonnolenza, la termoregolazione, la pressione arteriosa e l’omeostasi del glucosio. 1)
Farmaci per dormire
Articolo principale: Farmaci per dormire
I pazienti che stanno valutando il protocollo Marshall (MP) potrebbero già assumere farmaci che li aiutano a migliorare il sonno. Nessun farmaco per dormire è espressamente controindicato nell’ambito del protocollo Marshall. Questi farmaci devono essere considerati ausili palliativi temporanei e utilizzati con criterio, solo quando necessario.
Come molti farmaci, quelli per dormire possono esercitare un’azione immunomodulante, a volte in modi che dobbiamo ancora comprendere pienamente. Sebbene l’obiettivo finale di chi utilizza farmaci per dormire sia interromperne l’assunzione, è indispensabile dormire regolarmente con un livello minimo di qualità del sonno. Nella misura in cui i farmaci per dormire possono aiutare i pazienti che seguono il MP a dormire meglio, non sono controindicati.
Fonte: https://mpkb.org/home/symptoms/neurological/sleep